SCHERMA: MAGRO “MONTANO NUMERO 1,MA DEVE RISPETTARE CHI LAVORA
(AGI/ITALPRESS) - Milano, 29 nov. - Aldo Montano ha lanciato il suo ultimatum: “O torna l’ex ct Bauer o vado all’estero”. Il presidente della Federscherma, Giorgio Scarso, ha replicato che “se Montano ritiene di mettere nelle condizioni la Federscherma di scegliere cio’ che lui ritiene piu’ opportuno, e’ bene che inizi le pratiche per il nuovo passaporto”. Oggi, in una lettera aperta pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, il direttore tecnico della sciabola, Andrea Magro, scrive a Montano e manifesta tutto il suo dispiacere e il suo disappunto per una vicenda che avrebbe preferito gestire in maniera diversa “in uno spogliatoio, ma non hai mai risposto a messaggi e telefonate, eri ntroppo impegnato. In questi due anni e mezzo - scrive Magro - ho conosciuto due Aldo. Uno e’ un atleta eccelso, innamorato del suo lavoro, l’altro e’ un uomo che non era in grado di camminare da solo, perche’ c’era qualcuno che passava il tempo a dirti cose che non ti aiutavano”. Il riferimento e’ all’ex ct Bauer. “Se un allenatore viene mandato via o decide di andare via, non e’ un bravo professionista se continua a bombardare di messaggi i suoi ex atleti perche’ non fa il loro bene”. E’ deluso Andrea Magro, ritiene che non sia stato riconosciuto il lavoro fatto “in due anni difficili, in cui ho dovuto gestire una squadra spaccata, ho applicato un metodo che in 15 anni ha portato decine di medaglie. Ai Mondiali di San Pietroburgo - scrive Magro a Montano - hai vinto il tuo primo argento iridato e il bronzo a squadre, eppure hai ringraziato una clinica, forse una parola per me, per lo staff, la potevi spendere”. Magro ha ribadito la sua amarezza in un collegamento telefonico con Sky Sport 24. “Rispetto Aldo come persona e come atleta, lo considero il numero uno al mondo, ha qualita’ incredibili e’ anche un bravo ragazzo, ma ho voluto scrivere questa lettera alla Gazzetta dello Sport per tutelare tutti gli allenatori. Lui ha il diritto di sentirsi legato a Bauer - spiega ancora Montano -, un bravissimo allenatore che lo ha portato a vincere le Olimpiadi di Atene, ma non deve dimenticare i due anni di lavoro fatti insieme. Ho avuto la fortuna di guidare atleti straordinari, con Aldo in testa, ai Mondiali di San Pietroburgo, lui ha vinto il primo argento individuale, poi ha centrato bellissime vittorie in Coppa del Mondo, a Pechino non e’ arrivata la medaglia individuale, ma un bellissimo bronzo a squadra con Aldo straordinario nel chiudere le prova. E’ un peccato che un atleta come lui non abbia creduto di piu’ in se stesso e non sia rimasto tranquillo. Capisco che sia un atleta di razza che vuole vincere tutto, ma neanche prima vinceva tutto. Deve avere piu’ rispetto delle persone che lavorano con lui, se voleva un allenatore diverso poteva dirlo al presidente federale. Lui mi ha detto mille volte che vuole Bauer, vuole uno che dalla mattina alla sera lo guidi. Escludo che sia un problema economico, quando Aldo cala giu’ la maschera, in allenamento o in gara, e’ davvero straordinario, ha fatto di tutto per portare la squadra alle Olimpiadi, ha sofferto quando le cose non andavano bene”. “Fra due settimane - continua Magro - la Federazione decidera’ la nuova struttura tecnica, io mi auguro fortemente che Aldo resti in Italia e tiri per l’Italia, ma ci tengo a difendere il lavoro che abbiamo fatto in questi due anni e mezzo”. Magro, nella lettera aperta pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, si dice “orgoglioso di questi anni di lavoro, dei miei atleti, dei maestri. Mi spiace che tu - scrive a Montano - non abbia potuto vivere con gioia queste esperienze. Se andrai via ti auguro un grande in bocca al lupo…e ci vediamo in pedana”. (AGI)
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