BRUNETTA: AVVENIRE, “IL SIGNOR MINISTRO SI RISPARMI”
(AGI) - CdV, 30 dic. - “Se le parole del ministro volevano essere una sferzata alla Chiesa, o una risposta all’iniziativa milanese del cardinale Tettamanzi quasi a volersi riprendere in modo un poco brusco una presunta esclusiva sul tema c’e’ qualcosa da puntualizzare”. Lo scrive il quotidiano cattolico Avvenire in un editoriale a firma di davide Rondoni, dedicato alle parole del ministro Brunetta.
“Se in queste parole c’e’ un invito a darsi da fare maggiormente, lo si accoglie con sincero ascolto”, concede Avvenire che pero’ si chiede “che senso possa avere in un momento come questo di necessaria coesione sociale aprire da parte di un esponente del governo inutili schermaglie con la Chiesa, tanto basate su vaghe proposizioni quanto lontane dalla vita e dagli interessi reali dei cittadini. Ma anche perche’ - aggiunge il giornale dei cattolici italiani - se qualcuno dice che da un altro si aspetta ‘ di piu’ si presume che abbia ben conoscenza della misura dell’impegno altrui”, mentre invece ad Avvenire pare che “pochi - forse anche tra i ministri - abbiano l’idea di quanto la Chiesa italiana stia facendo in campo sociale”.
Per il quotidiano, “fa sorridere” inoltre che “un rilievo alla Chiesa circa una presunta eccessiva cura della propria immagine” arrivi proprio da un ministro che sembra molto impegnato sul fronte della propria immagine. Da qui l’invito contenuto anche nel titolo: “Signor ministro si risparmi”.
“In ogni caso alla Chiesa italiana - conclude Avvenire - non interessa certo alimentare polemiche tanto vaghe quanto sterili. I fatti parlano da soli, ed e’ da essi, dalla vicinanza alle tante, crescenti situazioni di difficolta’ a cui e’ costantemere vicina, che essa trae l’invito a non diminuire l’impegno. Il Papa puntualmente e senza timore ne’ volonta’ di rimproverare nessuno ha invitato tutti a essere uomini fino in fondo, e dunque attenti al bisogno. Sono quelle le parole che davvero contano, non certo le estemporanee battute di un politico in cerca di applausi”.
Avvenire pubblica oggi anche l’intervista al presidente Cei Angelo Bagnasco, anticipata ieri dalle agenzie, che replica alle affermazioni del ministro Brunetta ricordando che “sono duemila anni che la Chiesa interviene a favore dei piu’ poveri e dei piu’ deboli, o meglio ancora: vive loro accanto” e che l’otto per mille “non e’ certo una semplice partita di giro. Una parte elevata dei fondi dell’8 per mille e’ gia’ ora destinata a opere di carita’ in Italia e nei Paesi in via di sviluppo, come e’ noto e come viene puntualmente pubblicato. Ma accanto a questi fondi - per i quali siamo profondamente grati al popolo italiano - viene mobilitata un’altra massa assai considerevole di denaro che arriva dalle raccolte nelle singole parrocchie, dall’impegno di enti e associazioni cattoliche e, non ultimo, dai contributi di tanti laici che ripongono fiducia nella trasparenza e nell’efficacia delle opere della Chiesa”. (AGI)
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