TENNIS: AUSTRALIAN OPEN. VINCE SERENA WILLIAMS, SUO LO SCETTRO
(AGI/ITALPRESS) - Melbourne, 31 gen. - Serena Williams devastante, travolgente, perfetta, tanto da lasciare l’avversaria quasi in lacrime. A Melbourne Park, in attesa dell’ennesimo atto della sfida Federer-Nadal, e’ andata in scena una finale a senso unico, dominata da una Serena in stato di grazia, capace di concedere appena tre game alla malcapitata Dinara Safina, fin qui sorella del piu’ famoso Marat ma capace di giocarsi non solo il titolo di uno Slam ma anche il trono del tennis femminile. Lo scettro, pero’, torna in mani conosciute, quello della minore delle sorelle Williams, che gia’ per due volte ha guardato tutti dall’alto in basso. La prima volta dall’8 luglio 2002 al 10 agosto 2003, la seconda dall’8 settembre al 5 ottobre 2008. Il 6-0 6-3 con cui ha asfaltato la povera Safina, sommato all’ennesima debacle in un torneo dello Slam di Jelena Jankovic, riporta Serena al numero uno del ranking Wta dove vivra’ la sua 62esima settimana da regina. Un successo indiscutibile quello della 27enne statunitense, che con Melbourne sembra avere un feeling particolare. Quello di oggi, infatti, e’ il quarto Australian Open della sua carriera dopo i trionfi datati 2003, 2005 e 2007, il decimo Slam complessivo in 13 finali disputate, tenendo conto anche delle vittorie al Roland Garros (1), a Wimbledon (2) e agli Us Open (3). E visto che ha fatto suo anche il torneo di doppio assieme alla sorella Venus, il trionfo e’ totale. Se Serena e’ arrivata fin qui e’ perche’ e’ stata la migliore ma anche fortunata. Non va dimenticato, infatti, l’aiuto della Dea Bendata in occasione dell’ottavo di finale contro la bielorussa Victoria Azarenka, l’unica, assieme alla russa Svetlana Kuznetsova, capace di strapparle un set e metterla in difficolta’. Contro la Azarenka Serena era incappata in una giornata no, era evidente, e in pochi avrebbero scommesso sulla sua vittoria. Ma il terribile caldo che ha caratterizzato tutta questa edizione degli Australian Open non ha risparmiato la giovane bielorussa che, barcollando, ha dovuto lasciare il campo tra le lacrime sul 6-3 2-4 in proprio favore. Sospiro di sollievo per Serena e strada in discesa fino al trionfo di oggi. Onore delle armi, pero’, per la Safina, 23 anni, che agli Australian Open fin qui non era mai andata oltre il terzo turno e che in un torneo dello Slam era riuscita ad arrivare fino in finale solo all’ultimo Roland Garros. E’ cresciuta la sorellina di Marat, capace di risorgere quando tutto sembrava finito contro la Cornet agli ottavi (annullati due match point) e di interrompere poi la bella favola dell’ex enfant prodige Jelena Dokic. Oggi, pero’, contro Serena, con cui aveva gia’ perso cinque volte su sei, non c’era granche’ da fare: troppo forte la Williams, regina non per caso.(AGI)
Red/Tri