FARMACI CONTRAFFATTI: FOFI, SERVONO REPRESSIONE E PREVENZIONE

(AGI) - Milano, 18 mag. - “I farmaci contraffatti incontrano un’enorme difficolta’ a penetrare il servizio farmaceutico, come provano anche i sequestri degli ultimi giorni. Il vero pericolo, come da tempo sostiene la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, e’ il crearsi di un circuito parallelo e illegale”. Cosi’ Andrea Mandelli, presidente della Fofi, commenta le operazioni di doganieri e polizia che hanno portato al sequestro di migliaia di confezioni di steroidi anabolizzanti, copie di farmaci per la disfunzione erettile e altre ancora. “Non posso che concordare con quanto dichiarato dal direttore generale dell’Agenzia del farmaco, professor Guido Rasi, sull’efficienza dei controlli condotti in Italia sulla filiera del farmaco, il cui merito spetta anche alla positiva azione della stessa Agenzia. Il pericolo, molto spesso, risiede oggi all’esterno della filiera. Per esempio per i farmaci impiegati nel doping, in particolare quando si tratta di aumentare la massa muscolare, i principali canali di approvvigionamento sono le palestre stesse e i personal trainer o sedicenti tali. Vi e’ poi un’area grigia di prodotti che farmaci non sono ma vantano proprieta’ curative, spesso commercializzati facendosi aiutare da una vena di esotismo. Ricordo che gia’ alla fine degli anni novanta, il British Medical Journal riporto’ il caso di un rimedio naturale cinese per le irritazioni cutanee che conteneva uno steroide, ovviamente non denunciato nell’etichetta. I possibili cavalli di Troia per sostanze pericolose sono innumerevoli”. Per il presidente della Fofi, accanto ai controlli occorre un’opera di educazione sanitaria sempre piu’ intensa: “Fatta eccezione per le vere e proprie truffe ai danni del Servizio sanitario nazionale, come nel caso della Sardegna, buona parte di questo mercato illegale si giova dell’ignoranza della parte piu’ ingenua del pubblico, che non e’ al corrente di che cosa sia esattamente un farmaco, ma una quota considerevole di vittime e’ costituita da chi, anche parzialmente informato, e’ stato condizionato a considerare i medicinali alla stregua di qualsiasi bene di consumo, ragion per cui possono essere acquistati anche con modalita’ discutibili purche’, come si dice in gergo, ci sia il prezzo. Ma un farmaco non e’ un telefonino”. (AGI)

Red/Cau