VINO: BRUNI (FEDAGRI), PIU’ INVESTIMENTI IN RISORSE UMANE

(AGI) - Roma, 31 mag. - Piu investimenti in risorse umane e promozione: cosi’ le cooperative vitivinicole italiane si rafforzeranno sui mercati mondiali divenendo piu’ competitive, ancora piu’ aggregate e piu’ intraprendenti. Lo ha sottolineato Paolo Bruni, presidente Fedagri-Confcooperative, nel suo intervento al 64esimo congresso nazionale Assoenologi dal titolo ‘Come cambiera’ nei prossimi anni la cooperazione vitivinicola in Italia’. La ricetta per restare competitivi nei nuovi scenari economici e commerciali delineati dalla crisi internazionale si fonda per Bruni su tre parole d’ordine. “La prima e’, ancora e sempre, l’aggregazione: se analizziamo - ha spiegato il presidente di Fedagri - i dati sulle vendite delle nostre cooperative, vediamo che le imprese con fatturato inferiore a 15 milioni di euro hanno una incidenza dell’export sul loro fatturato complessivo pari al 19%, percentuale che scende fino al 7% nel caso delle piccole imprese. Senza la concentrazione dell’offerta - ha aggiunto - non e’ possibile raggiungere economie di scala e di prodotto che consentano alle cooperative di arrivare sui mercati con vini di qualita’ a prezzi contenuti”. In secondo luogo, ha spiegato ancora Bruni, “occorre che le cooperative facciano precisi investimenti sulle risorse umane: abbiamo gia’ un know-how di tutto rispetto, enologici di grande valore ed esperienza, ai quali oggi e’ bene affiancare professionalita’ specifiche quali gli Export Manager, il cui lavoro appare sempre piu’ indispensabili per avvicinare il mondo della cooperazione ai mercati internazionali”. Ma accanto alla conoscenza del mercato, occorre far conoscere e promuovere. Terza parola d’ordine per le cooperative vitivinicole del futuro e’ quindi la promozione. “In tema di promozione - ha concluso Bruni - il nostro auspicio e’ che si proceda con iniziative di sistema, evitando la dispersione di fondi in iniziative gestite da troppi singoli attori, che in molti casi sono tra di loro sovrapponibili. La promozione dovra’ procedere, come sta gia’ avvenendo con l’esperienza del Consorzio Opera di Fedagri, promuovendo il vino italiano in abbinamento con la tradizione e la cultura della nostra gastronomia, ma anche con altri punti di forza che fanno grande il nostro Made in Italy come lo sport, la moda, il design e le automobili”. (AGI)

Red/Gio