DESAPARECIDOS: REGIONE E PROVINCIA COSENZA PARTE CIVILE
(AGI) - Roma, 30 set. - L’ex console italiano a Buenos Aires negli anni Settanta, Enrico Calamai, il tecnico della nazionale italiana di pallavolo Julio Velasco, il premio nobel della pace argentino Adolfo Perez Esquivel, il giudice della corte suprema argentina Eugenio Zaffaroni, l’attuale direttore dell’Esma Ramon Torres Molina, il regista Marco Bechis: sono alcuni dei testimoni che saranno sentiti nel processo, che si e’ aperto questa mattina davanti alla prima corte d’assise di Roma, a carico dell’ammiraglio ultraottantenne Emilio Eduardo Massera, accusato di omicidio volontario premeditato e aggravato dalle sevizie e dalla crudelta’ in relazione alla morte di tre italo-argentini negli anni della dittatura tra il 1976 e il 1983, in cui sparirono almeno trentamila persone. La vicenda, gia’ costata la condanna all’ergastolo a quattro militari argentini (Jorge Eduardo Acosta, Alfredo Ignacio Astiz, Antonio Vanek, Jorge Raul Vildoza), appartenuti al ‘Grupo de Tarea 3.3.2′ istituito presso l’Esma (Escuela superior de mecanica de la armada), riguarda la morte della 56enne Angela Maria Aieta, scomparsa il 5 agosto del ‘76 e quella di Giovanni e Susanna Pegoraro, rapiti il 18 giugno ‘77. All’udienza di oggi, si sono costituiti parte civile, oltre ai familiari delle vittime e all’Associazione delle Nonne di Plaza de Majo, anche la provincia di Cosenza, la Regione Calabria e la presidenza del Consiglio dei ministri. Massera, assistito dall’avvocato Luciana Canonaco, e’ stato dichiarato contumace. La Corte che ha stilato gia’ un calendario di udienze per l’audizione dei testimoni (5 e 18 novembre e 14 dicembre), ha disposto, tra l’altro, che venga interrogato in videoconferenza dalla Spagna, dove e’ detenuto, l’ex capitano di vascello Adolfo Scilingo, condannato per aver partecipato ad almeno due voli della morte dove furono uccisi decine di ‘desaparecidos’. Per gli avvocati di parte civile quella odierna e’ una giornata da ricordare: “Anzitutto, non si e’ piu’ discusso della capacita’ processuale di Massera, che e’ assolutamente in grado di comprendere il significato del dibattimento che lo riguarda. E poi e’ stato finalmente incardinato questo giudizio che andra’ avanti in un modo abbastanza veloce”. In aula erano presenti anche Estela Carlotto, in rappresentanza delle nonne de Plaza de Mayo (”era indispensabile e doveroso per me esserci oggi, tornero’ quando dovro’ deporre”), e il figlio Remo, presidente della Commissione dei diritti umani del parlamento argentino (”per noi e’ fondamentale che si sappia di questo processo italiano celebrato contro uno dei criminali piu’ atroci dell’ultima dittatura. In Argentina, purtroppo, esiste ancora una situazione di protezione di questi criminali”). (AGI)
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