CRISI: S.SEDE, DIFENDERE PIENA OCCUPAZIONE E LOTTA A POVERTA’
(AGI) - CdV, 8 feb. - “Anche se il sistema finanziario sembra riacquistare stabilita’ e l’aumento della produzione in alcuni settori e’ segno di una ripresa economica, in molti luoghi il livello di disoccupazione continua a peggiorare”. Lo afferma il rappresentante della Santa Sede all’Onu, mons. Celestino Migliore, in un intervento pubblicato oggi dall’Osservatore Romano. “In un mondo afflitto dalle grandi difficolta’ della crisi economica e finanziaria, le deliberazioni sulla promozione dell’integrazione sociale devono tener conto - raccomanda il nunzio apostolico - del suo collegamento con lo sradicamento della poverta’ e la piena occupazione, che comprende un lavoro dignitoso per tutti”.
In questo contesto, secondo l’osservatore vaticano al Palazzo di Vetro, “gli schemi di consumo dovrebbero concentrarsi sui beni e i servizi relazionali che favoriscono un maggiore legame tra le persone. Investendo nei beni relazionali, come l’assistenza medica, l’educazione, la cultura, l’arte, lo sport, attraverso gli interventi pubblici lo Stato affronterebbe la questione dello sviluppo alla radice, favorendo al contempo l’occupazione e lo sviluppo a lungo termine”. Infatti, “lo sviluppo e l’integrazione sociale non si realizzeranno soltanto attraverso soluzioni tecnologiche, poiche’ riguardano principalmente le relazioni umane”.
Nel suo intervento, mons. Migliore ha ricordato poi che “la famiglia e’ il primo contesto in cui i bambini acquisiscono certe capacita’, atteggiamenti e virtu’ che li preparano come forza lavoro e quindi permettono loro di contribuire alla crescita economica e allo sviluppo sociale”. “L’educazione e la formazione - ha concluso - sono un investimento a lungo termine. Cio’ esige che le politiche che promuovono la famiglia non si basino solo sulla ridistribuzione, ma soprattutto sulla giustizia e sull’efficienza, e che si assumano la responsabilita’ delle necessita’ economiche e del giusto trattamento fiscale delle famiglie”. (AGI) Siz