(AGI) - Roma, 30 lug. - Rizzo Nervo aggiunge “sono stato sempre convinto, ed oggi lo sono ancora di piu’, che il mancato accordo con Sky e’ per la Rai un danno enorme la cui responsabilita’ ricade pienamente su chi ha condotto la trattativa. Non si risponde in maniera generica ad un’offerta dopo un silenzio durato 55 giorni, e non si imposta una trattativa (ma dubito che si possa parlare di una vera trattativa) sulla base di una controversa e non chiarita interpretazione dell’art.26 del Contratto di servizio sulla cosiddetta neutralita’ tecnologica e su una previsione di sviluppo della piattaforma pay satellitare e del mercato televisivo poco attendibile”. Per Rizzo Nervo, quindi, “il risultato e’ stato un capolavoro di imprudenza: la Rai ha rinunciato alla possibilita’ di cospicui ricavi solo se avesse trattato al meglio i canali forniti da Raisat e sara’ con ogni probabilità costretta a restare sulla piattaforma gratis con le sue reti di maggiore appeal, le generaliste. Nel frattempo si sono create le condizioni, peraltro facilmente prevedibili, per la crisi di una consociata che perde con Sky il suo principale ed unico cliente esterno al gruppo. Ne’ e’ pensabile che a Raisat possano essere affidati i nuovi canali del servizio pubblico per il digitale terrestre la cui titolarità, responsabilita’ editoriale e realizzazione non possono che essere, a termini di legge, della Concessionaria, cosi’ come avviene per Rai1, Rai2, Rai3, Rainews24, Raisport, Raistoria ecc.”. In definitiva, “una brutta storia, caratterizzata anche da pesanti invasioni di campo, che ha determinato per la Rai un danno economico cosi’ rilevante che, come e’ facile prevedere, sara’ oggetto di approfondimenti da parte dell’azionista e della Corte dei Conti: erano infatti in gioco interessi aziendali di grande importanza sia per la rilevanza strategica del tema (presenza dell’offerta del servizio pubblico sulla piattaforma pay che conta milioni di famiglie abbonate che pagano anche il canone) sia per gli immediati effetti economici negativi in un momento critico per i bilanci del gruppo”. (AGI)
Vic