(AGI) - Roma, 28 nov. - Finalmente una vittoria. Dopo 525 giorni di digiuno, traducibili in 13 match persi consecutivamente, la Nazionale di Mallett riesce a far fruttare i progressi compiuti con una storica affermazione contro Samoa, battuta 24-6 dopo ottanta minuti non eccezionali dal punto di vista tecnico. Quel che importava, pero’, nell’ultimo dei tre test match novembrini, era portare a casa il risultato: impresa riuscita nonostante assenze e pecche ancora vistose (serve un calciatore vero). Il ‘Del Duca’ pieno come ai bei tempi dell’Ascoli di Rozzi, la ‘haka’ dei samoani (’siva tau’) che fa venire qualche brivido, il tributo a L’Aquila al momento degli inni. E’ lo spettacolo del rugby, di Italia-Samoa, un incontro atteso per una serie di motivi, tra cui il ranking mondiale (azzurri dodicesimi e appena dietro ai pacifici) e la necessita’ di invertire il trend negativo (Samoa ha fatto suoi tutti e tre i precedenti). C’e’ anche la curiosita’ di vedere come fa l’Italia a supplire all’assenza pesantissima di Parisse, che ha costretto il ct Mallett a schierare Zanni a numero 8 e a dare la fascia di capitano a Ghiraldini. L’inizio e’ tutto di marca azzurra, perche’ al 6′ c’e’ gia’ il vantaggio Italia grazie ad una punizione di Mirco Bergamasco, di certo non avvezzo al ruolo di kicker. Due minuti dopo, poi, l’apoteosi: McLean abbranca l’ovale e approfitta di un paio di placcaggi sbagliati dei samoani per esibirsi in uno slalom velocissimo prima di schiacciare in meta a ridosso dei pali. Una grande azione che il biondo dei Bergamasco non perfeziona in fase di trasformazione. Samoa si rivela forte in touche ma nel complesso non cosi’ trascendentale, il gioco non e’ sempre fluido ed Esau’ e Mirko Bergamasco danno vita ad un duello dalla piazzola che vede il nostro sbagliare al calcio attorno alla mezzora, tanto che al 38′ a incaricarsi di centrare i pali e’ Gower da distanza siderale. E’ il 14-3 per l’Italia, che pero’ nel recupero subisce un altro piazzato dell’estremo ospite per il 14-6 che manda i due XV all’intervallo. Nella ripresa Samoa commette troppi errori, anche dalla piazzola, mentre l’Italia sente odore di impresa e si stabilisce nella meta’ campo avversaria, trovando al 10′ uno splendido drop di Tebaldi e al 18′ un placcaggio killer di Fa’afili su McLean che costringe il francese Berdos a estrarre il cartellino giallo. Peccato che Mirco Bergamasco sbagli tanto al calcio, perche’ la forbice a favore degli azzurri avrebbe potuto essere ancor piu’ importante. Consapevoli di una supremazia evidente, i nostri si gettano nei ventidue samoani con forza e voglia, cogliendo nel finale la seconda meta, una ‘tecnica’ in mezzo ai pali dopo il lavoro pressante della mischia. Il Bergamasco kicker non puo’ fallire il 24-6 che permette all’Italia di mettere in bacheca la prima affermazione in quattro scontri diretti sui ‘pacifici’, scavalcati anche nel ranking mondiale. (AGI) Red/Gav